mercoledì 6 maggio 2026

 Una cascata arancione


Si chiama Bignonia, della famiglia delle Bignoniacee, genere Campis, qualità Radicans, color arancio purissimo detto Indian summer, originaria del nord America. 
Cresce arrampicandosi tramite radici aeree e viticci, con piccole ventose, fiorisce a grappolo da luglio a settembre, non soffre troppo il freddo, è longeva, vigorosa, ha una crescita rapida e una maestosa fioritura.
Attira insetti impollinatori con il colore ma non ha profumo. Si pota a fine inverno o a fine estate, NON in primavera, come per qualsiasi pianta.

Ce n'era una nel nostro antico cortile; era lì da anni. Era stata potata qualche volta, e sempre ritornava splendente a fine giugno con il suo gioioso colore.
L'anno del COVID, costretta a muovermi poco e lentamente, imparai a osservare meglio tutto ciò che avevo intorno e lei era una di quelle. Le feci anche delle belle foto che purtroppo ora non trovo più ma appariva più o meno così:




Il nostro cortile è diviso in due da un muretto di mattoni rossi pieni che tengono bene il caldo e il fresco, come quelli con cui sono costruite gli appartamenti dei nostri tre condomini di corso Regio Parco che negli anni '20 erano piccole case di operai. Sul nostro lato per terra, il cemento ha sostituito le pietre di fiume molto prima che io venissi qui ad abitare nel 2005; dall'altra parte sono rimaste le antiche pietre e alcune aiuole dove crescono parecchie piante, tra le quali un alto nespolo, che danno un look vintage e accogliente.
Qualche condomino si è lamentato del fatto che alcune piante, sbordano con i loro rami oltre il muretto. Una di queste è la Bignonia. Il fastidio sono le foglie e i fiori secchi che cadono per terra, forse qualche rara ape...

Un giorno di aprile mi sono affacciata al ballatoio e ho visto un signore che stava potando la Bignonia e la palma (un po' stentata come tutte le palme portate nel nord Italia come moda ereditata dal "ventennio conquistatore"). Mi sono raccomandata di non tagliare completamente la Bignonia soprattutto perché siamo in primavera, nel pieno dello sforzo vegetale per svegliarsi e rinascere dopo il lungo letargo invernale. 

"Certo certo, taglio solo i rami secchi che nella palma sono troppi..."
Due giorni dopo mi affaccio a stendere il bucato e la Bignonia era sparita...

Quindi per il fastidio di pulire (l'ho fatto spesso), o meglio far pulire, foglie e fiori secchi una volta la settimana 
per tre mesi, abbiamo rinunciato alla Bellezza, allo splendore di una fioritura che dà gioia solo a guardarla; una piccola cosa che come tante piccole altre, ci consola in questa epoca amara dove confusione, inganno, aggressività e violenza imperano ovunque. 
Abbiamo rinunciato ad un essere vivente di cui non sappiamo nulla e così trattiamo tutti gli esseri della natura che ci danno noia, fastidio o ci fanno paura; non comunicano a parole quindi non sono "intelligenti come noi"...

Meno piante = meno ossigeno, più caldo.
Ma tanto ci sono i condizionatori che buttano fuori aria calda nelle già torride e soffocanti estati cittadine!

Qualche anno fa, prima ancora della pandemia, sparì il Glicine bianco che era arrivato al secondo piano della casa di fronte e poi addirittura al tetto. Evidentemente i nuovi proprietari non gradivano il suo sublime profumo o temevano che potessero entrare in casa pericolose tarantole... Il Glicine bianco è raro ed è considerato il più pregiato.
Certamente era meglio potarlo molto prima che arrivasse sul tetto! 
Ma questa è un'altra storia...




Per chi ha interesse e voglia, ci sono i tanti video, libri, articoli e interviste del professor Stefano Mancuso, ormai famoso botanico e divulgatore scientifico:
https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Mancuso

Dieci minuti: https://www.youtube.com/watch?v=4c51iC4sbQE



Stefano Mancuso racconta l'esistenza di una comunità molto più evoluta degli esseri viventi: la Nazione delle piante, una super-potenza che noi abbiamo sottovalutato per troppo tempo. LA PUNTATA INTEGRALE SU RAIPLAY https://www.raiplay.it/video/2019/11/...




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