giovedì 29 giugno 2017

Per te... che eri me




Ti difenderò sempre.
Difenderò la tua spensieratezza, la tua riservatezza, la tua disarmante e atroce sensibilità, la tua allegria, il tuo coraggio.

Ci sei ancora, dentro, e credi ancora che il Cielo sia immenso e misterioso, incomprensibile e pieno di Luce nonostante tutte le tenebre che già vedevi allora e che vedi, sempre più scure, sulla Terra.

Il tuo sorriso dolce e vulnerabile, pulito e consapevole, l'ho ritrovato nei bambini incontrati a scuola.
I loro grandi occhi spalancati sulla vita, occhi che domandano senza parole, occhi che vedono oltre le maschere.
E tutti i loro 'non detti', le loro bugie pietose per difendere gli adulti più cari, la loro dignità, la loro gioia incontenibile, la loro fresca energia, mi hanno riportato a te.

Senza di te sarei un corpo senza cuore, senza gioia e senza speranza... un'anima persa nel "non-mondo", come lo chiama Claudio... vecchio saggio, maestro di vita.

Ti difenderò sempre da quegli umani che hanno perso candore, purezza e profondità di sguardo sul mondo e sugli altri; da chi pensa che essere adulti significhi prendersi tanto, troppo sul serio; da chi pensa di aver poco o nulla da imparare e non vede che i primi da cui si può, e si deve, imparare sono proprio i più piccoli tra noi.

E poi gli occhi immensi di Karim.
Senza parole per raccontarsi, dignitoso bimbo "antico", senza veli sulla propria povertà.
Buono come il pane di una volta. 

Lasciate che i bambini vengano a me, diceva un Maestro di un tempo, ma non molti hanno capito il messaggio. Peccato è scambiare innocenza con ingenuità, candore con puerilità, maturità con superiorità.

Perchè di questi è il Regno dei Cieli.
(Matteo 19, 13-15)
Matteo 19,13-15
Matteo 19,13-15


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