lunedì 8 febbraio 2016

Il mio Maestro Nanni






Dopo la morte di Nanni mi sono passate per la mente tante cose e tanti sentimenti e ho pensato di doverle scrivere ma ora ho molta difficoltà a metterle in parole... ci provo.
Per me è stato un vero Maestro, anche se per poco tempo, tre anni circa.
Poco, ma sufficiente per toccarci l'anima a vicenda e per questo mi ritengo privilegiata.

A volte uscendo dall'ufficio alle 18, lo chiamavo per chiedergli se potevo passare e lui mi diceva sempre "certo, passa pure", e allora percorrevo via Garibaldi da Piazza Statuto, di corsa fino al numero 13, ed entravo nell'antico androne del Centro Sereno Regis.

La cosa più bella era il modo con il quale mi accoglieva una volta ogni mese o due.
Immerso come sempre nelle carte e nei libri, davanti al computer, l'immancabile tazza di tè sulla scrivania, interrompeva il lavoro, si alzava quasi di scatto e sorridendo con dolcezza mi diceva "accomodati".  Accoglienza... ecco ciò che sentivo e la gioia di essere lì con lui è evidente dalla mia espressione nella foto 'rubata' dall'amico Moreno che scusandosi, passava velocemente dal suo ufficio (il centro è ancora per me una sorta di labirinto di ballatoi colmi di piante, stanze e scale comunicanti).

Ed ecco che iniziava la nostra conversazione profonda e coinvolgente che si allargava come una spirale sempre più ampia e mi rendevo conto della grande conoscenza delle cose del mondo che non si deducono dall'informazione dei media ma dalla ricerca approfondita sulle fonti autentiche dirette, la sua era una ricerca al di là delle apparenze e dei 'racconti'.

Parlavamo prendendo spunto dai libri che mi presentava da recensire. Mi diceva di scegliere quello o quelli che mi interessavano di più, ma in realtà, difficilmente ve n'era qualcuno che non mi interessava. I libri che vengono richiesti dal centro per la biblioteca e che in cambio vengono recensiti, sono sempre molto interessanti, raramente pubblicati da case editrici note, e trattano problematiche relative alla risoluzione dei conflitti, all'ecologia, la sostenibilità e a tutti i temi del centro  http://serenoregis.org/

Nanni mi ha sempre spronato e fatto sentire adeguata, capace, stimata per ciò che sono, e sono in grado di fare, mi faceva sentire bene, accettata, compresa, e questa è una delle cose più belle che si possono fare ad un essere umano che incrocia il nostro cammino.

Una delle prime volte che ci vedevamo, parlando del mio passato lavorativo da editore, mi aveva confidato che gli sarebbe piaciuto aprire una casa editrice per pubblicare i libri del centro invece di farli pubblicare su commissione da altri editori, e che ci sarebbe stato tanto da fare... ma il progetto Irenea stava assorbendo tutte le risorse o quasi quindi purtroppo era impensabile. Peccato...

L'ultima nostra lunga 'chiaccherata sapienziale' è stata in maggio o forse giugno 2015 e per la prima volta mi sembrò seriamente preoccupato per il futuro del pianeta e dell'umanità; poi i miei impegni di lavoro e ricerca-lavoro mi hanno allontanata dal centro.
Mi è spiaciuto molto non averlo potuto salutare.
Quando sono arrivata all'ospedale era già a metà strada per il Paradiso.

Esattamente un anno fa gli scrissi che il mio impiego era traballante e che al lavoro c'erano tensioni e malelingue infondate su di me che mi rattristavano parecchio; gli chiedevo come stava avendo saputo che non era stato bene, e quando gli scrissi per chiedergli quando sarei potuta passare mi rispose così:

"cara Isabella, mi dispiace per le disavventure, ma le mie purtroppo sono gravi; comunque se passi ci aggiorniamo e ci facciamo coraggio. Ciao Nanni"

Mi rimangono il suo esempio di coerenza che tutti conoscono, il ricordo della sua apertura mentale che mi ricordava quella di mio padre, della sua mite fermezza, la tolleranza e il 'lasciar fare' anche cose che non condidiveva completamente, l'umiltà tipica dei grandi, la sua capacità di ascolto profondo, così rara e preziosa.

Ci rimane il Centro con le sue tantissime attività, non ultima quella di Irenea (lo spazio per sperimentazioni di arte e nonviolenza). Il suo lavoro è stato enorme e silenzioso e penso che i semi sparsi nei cuori di molti giovani e meno giovani non siano stati piantati inutilmente. 

Le cose veramente importanti in genere crescono senza rumore, come l'erba nei prati e gli alberi nelle foreste.







 


4 commenti:

  1. Bello questo tuo scritto . Anche il mio blog è piuttosto invisibile come gli scritti che ho 'praticato' in tutti questi anni . Ti ringrazio perché tu sei una delle presenze.

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  2. scritto toccante che riesce a descrivere perfettamente il silenzio della foto.Nanni lo pensavo eterno. Ora so che la sua eternità era il sorriso e l'ascolto profondo,qualità ancora rare. Al centro, per fortuna di tutti, rimangono ancora persone degne come Marco, Umberto, Dario ecc. ecc.

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