mercoledì 8 maggio 2013

Claudio R.




Non ci sono parole per descrivere lo sguardo di Claudio quando ti guarda nell'anima.

Il profumo del suo tè di Gelsomino 'vero' che si fa spedire da un'antica bottega di Parigi, è come il suo sguardo... penetrante, dolce, ineffabile, ti entra dentro senza sfiorarti, ti avvolge il cuore con la sua essenza, senza scrutarti, ti comprende senza giudizio.

Quel profumo è come il suo mondo antico, nasconde tesori infiniti, fragranze e tonalità ormai dimenticate, riporta in vita ricordi e tesori sepolti dal tempo.

La sua grande casa è abitata dai suoi libri, i loro autori si sono rifugiati lì e solo lì è possibile conversare amabilmente con Aristotele o Plotino, con Charles Dichens o Elsa Morante, con un cinese della dinastia Ming o con un indiano della civiltà dravidica.

Ogni tanto passando si urta una pila di libri, io mi precipito per tirarla su e lui "E' caduto Cartesio, lascialo stare lì per un po', se lo merita..."

La pendola segna le sei e da anni si rifiuta di segnare il tempo; come l'anima di Claudio, si è fermata in un passato dove ancora esisteva la decenza. 

Gas il gatto valuta gli ospiti quasi come il suo 'padrone-ospite', con distaccato interesse.

Disincanto e ironia non hanno mai raffreddato il suo cuore e le cose del mondo, pur tediandolo, ancora riescono a catturare la sua attenzione e lui osserva tutto ma come da dietro il vetro di una finestra, al riparo dal vento dell'ignoranza e della barbarie.

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